
In
Trentino la vite viene perlopiù allevata nel tradizionale
sistema a
pergola che consiste
nell'innalzare il tronco sino all'altezza di 1,2 - 1,5 m e successivamente
orientare i capi a frutto in maniera obliqua rispetto al piano e
trasversale alla direzione del filare.
Si forma in questo modo un sistema di "tetti" leggermente
spioventi verso monte e concatenati l'uno all'altro a costituire
quello che, senza dubbio, può essere ritenuto l'emblema della
viticoltura trentina.
Accanto alla pergola negli ultimi anni si sono riaffacciate le forme
"a spalliera" quali il
Guyot
ed il
cordone speronato che consistono
di dirigere il capo a frutto lungo il filare e di innalzare la vegetazione
lungo un piano verticale. La fisionomia di un vigneto allevato con
questi sistemi appare come una serie di "siepi" parallele
a raffigurare i denti del pettine.
Nella viticoltura Trentina attuale convivono le une accanto alle
altre varietà autoctone o a limitata diffusione regionale
quali: Enantio gia noto con il nome di Lambrusco a foglia frastagliata,
Lagrein, Marzemino, Nosiola, Rebo, Schiava e Teroldego con vitigni
di internazionale interesse e levatura quali: Chardonnay, Cabernet
Sauvignon, Merlot, Pinot Grigio, Pinot Nero, etc.